Hai un cavallo lusitano e ti attira la Working Equitation? È una scelta naturale. Questa disciplina sembra fatta apposta per chi ama precisione, calma e quel dialogo sottile che si sente nelle redini quando il cavallo capisce davvero.
La Working Equitation unisce lavoro in piano e prove con ostacoli “da campagna” (cancello, slalom, corridoio). Non serve partire “forte”, serve partire bene. In questa guida trovi i primi passi, esercizi base, attrezzatura consigliata e gli errori più frequenti che possono rovinare l’esperienza al cavallo.
Perché il cavallo lusitano si trova bene nella Working Equitation

Il Lusitano nasce con un talento che si nota presto: è reattivo ma non frenetico, potente dietro, agile nelle curve, spesso generoso nel cercare il contatto con il cavaliere. Nella Working Equitation, dove servono cambi di direzione, transizioni e controllo dell’energia, queste qualità diventano un vantaggio.
Detto questo, il temperamento “sensibile” può anche diventare un limite se si corre. Molti Lusitani imparano in fretta, e proprio per questo possono annoiarsi o irrigidirsi se le richieste sono confuse. La regola d’oro è semplice: poche cose, chiare, ripetute con calma.
Prima di mettere anche solo un paletto in campo, verifica tre basi:
- Ritmo stabile al passo e al trotto, senza accelerare a caso.
- Risposta aiuti leggera, cioè parte con una richiesta piccola, non con una “spinta”.
- Fiducia negli oggetti, perché gli ostacoli non devono sembrare trappole.
Un buon inizio è una sessione breve (20-30 minuti), con riscaldamento lungo e obiettivi piccoli. Se il cavallo esce dal campo più rilassato di come è entrato, sei sulla strada giusta. Se esce “carico”, hai chiesto troppo, o troppo in fretta.
Esercizi base per la Working Equitation, senza stress e senza scorciatoie

Pensa agli ostacoli come a “virgole” dentro una frase. La frase è l’equitazione di base: ritmo, direzione, equilibrio. Se manca quella, gli ostacoli diventano solo confusione.
1) Transizioni pulite: il telecomando dell’andatura
Lavora su transizioni frequenti, ma morbide: passo-trotto-passo, poi passo-alt e ripartenza. L’obiettivo non è fermarsi “di colpo”, è restare dritti e leggeri. Con un cavallo lusitano, spesso basta poco, quindi premia subito la risposta corretta e torna al passo.
Un trucco utile: fai transizioni su linee dritte, poi su cerchi ampi. Se sul cerchio il cavallo cade dentro, rallenta, riallarga, rimetti equilibrio.
2) Slalom a passo: precisione prima della velocità
Metti 5-6 paletti o coni distanti, larghi abbastanza da non “intrappolare” il cavallo. Entra al passo, con collo libero, e guarda già il prossimo paletto. Se il cavallo si irrigidisce, non tirare la testa dentro la curva. Porta la spalla con la gamba esterna e tieni una mano interna che “invita”, non che trascina.
Quando lo slalom è fluido al passo, prova un trotto calmo. Il galoppo arriverà, ma dopo.
3) Retromarcia dritta: pochi passi, qualità alta
La retromarcia serve spesso in gara e, fatta bene, cambia tutto. Chiedi 2-3 passi indietro, dritti. Se il cavallo alza la testa e si difende, stai bloccando davanti. Pensa a “chiudere” l’energia con il busto e a tenere le gambe presenti, non punitive. Finisci sempre con una ripartenza avanti tranquilla.
Negli ostacoli, la calma si costruisce così: una cosa alla volta, un passo alla volta, senza “spingere” l’emozione del cavallo oltre il limite.
Attrezzatura consigliata e errori comuni che si pagano cari

L’attrezzatura nella Working Equitation deve aiutare la comunicazione, non complicarla. La scelta migliore è quella che rispetta la schiena del cavallo e lascia al cavaliere una posizione stabile.
Attrezzatura base (binomio che inizia)
- Sella ben adattata: da lavoro/portoghese o una sella comoda e stabile, con appoggio sicuro. Il punto non è lo stile, è la vestibilità.
- Sottosella traspirante: semplice, pulito, senza spessori inutili.
- Briglia in cuoio morbido: regolata bene, senza stringere. La testiera deve distribuire, non premere.
- Imboccatura adatta: se il cavallo è giovane o sensibile, meglio partire con scelte semplici e mani leggere. Se hai dubbi, confrontati con istruttore e professionista del settore.
- Protezioni agli arti: utili quando inizi con paletti e passaggi stretti, soprattutto se il cavallo è “generoso” ma poco attento ai piedi.
- Sicurezza cavaliere: casco, guanti, scarponcini con tacco, staffe in buono stato.
Per gli ostacoli in casa, bastano paletti, coni e un “cancello” sicuro (senza spigoli e senza parti che si incastrano). Meglio pochi ostacoli fatti bene che un percorso improvvisato.
Errori comuni (e come correggerli)
| Errore | Cosa si vede | Correzione pratica |
|---|---|---|
| Partire dalla velocità | cavallo teso, curve larghe, mani dure | torna al passo, riprendi ritmo e precisione |
| Troppe ripetizioni | sbadigli, resistenza, irritazione | 2-3 passaggi buoni e stop, cambia esercizio |
| Tirare per “girare” | nuca rigida, spalla che scappa | guida con gamba e peso, mano solo come limite |
| Ignorare la paura | sguardo fisso, scarti, accelerazioni | avvicina a distanza, premia calma, non forzare |
| Saltare riscaldamento e defaticamento | rigidità, fiato corto, lavoro “duro” | 10 minuti di passo iniziale e finale |
Se vuoi un criterio semplice: quando sbagli, il cavallo deve restare con te, non contro di te. La Working Equitation premia l’armonia, e il Lusitano la capisce al volo.
Conclusione
La Working Equitation, con un cavallo lusitano, può diventare un percorso pieno di soddisfazioni: tecnica, fiducia e quel piacere raro di sentirsi davvero in sintonia. Parti dal lavoro in piano, aggiungi gli ostacoli come se fossero dettagli di precisione, cura l’attrezzatura e tieni d’occhio gli errori più comuni. La domanda finale è semplice: oggi il tuo cavallo è uscito più sereno? Se sì, stai costruendo la base giusta, e il resto arriverà.



